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Shakespeare e la mela dimenticata

Shakespeare e la mela dimenticata

Una sorta di antiquariato agricolo ha invaso l’ Inghilterra, che si è scoperta amante delle varietà di frutta antiche e dimenticate. Recentemente, infatti, molti sono stati gli studiosi che, accompagnati da esperti botanici hanno cercato di riportare alla ribalta le varietà di frutta di un tempo.

L’ idea è quella di ricreare una serie di archeo-frutteti in cui recuperare alberi da frutti di varietà antiche o quasi scomparse e, se a questo progetto si unisce anche la mano di un famoso chef, allora il successo è quasi assicurato. Si tratta dello chef Raymond Blanc, 2 stelle Michelin, proprietario del ristorante “Le Manoir au Quat’ Saisons”, che non solo ha aderito con entusiasmo al progetto di recupero delle varietà antiche, ma ha addirittura elaborato un ricettario basato su circa 200 varietà recuperate, in cui esplora tutte le possibilità di utilizzo in cucina di queste cultivar.

Le scoperte dei botanici hanno puntato il dito sui supermercati, colpevoli di ricercare la perfezione nella forma, gusto, consistenza e colore della frutta, scartando gran parte della produzione. Negli ultimi 50 anni l’Inghilterra ha perso più della metà dei suoi frutteti più antichi, e se pensiamo che in Inghilterra oggi esistono più di 2700 varietà che rischiano di estinguersi, capiamo l’importanza del recupero, soprattutto culturale, di tutte quelle varietà già andate perdute.

 

Lo stesso Blanc ha realizzato un archeo-frutteto, piantando lo scorso anno più di 90 varietà di mele, cui faranno seguito quest’anno altrettanti alberi da frutto di diverse tipologie.

La più attesa sarà la cosiddetta “Mela di Shakespeare”, la varietà Leathercoat: un frutto risalente al XVII secolo, abbandonato per l’irregolarità delle forme e per la granulosità della polpa. Si dice il sapore fosse però delizioso, e che il Bardo ne consumasse in gran quantità. Adorava questo frutto, tanto da inserirlo in una scena del suo Enrico IV.

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